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• Negli ultimi anni il lavoro psichiatrico più innovativo ha identificato un’area di bisogno rappresentata dalle esigenze di persone giovani ad alto rischio di psicosi o all’esordio, nelle quali il riconoscimento precoce e l’intervento mutidimensionale specifico e mirato può ritardare o interrompere il procedere e l’aggravamento della patologia.
• Nel mondo, a partire dalle esperienze e dagli studi pionieristici di Ian Fallon e di Patrick McGorry, si assiste alla crescente diffusione di programmi di intervento e a ramificati filoni di ricerca, per sostanziare con soluzioni applicative e con evidenza scientifica l’ottimismo e le speranze di un movimento che ha generato un nuovo modo di vedere la cura e gli esiti della psicosi.
• Si rende quindi necessario ripensare i Servizi in modo nuovo, affinché si sviluppino verso un orientamento operativo diverso, attivo e scientificamente orientato, sicuramente più efficace e più attento alle necessità dei malati e delle loro famiglie.
• Per raggiungere un obiettivo così ambizioso è fondamentale dover affrontare problemi di formazione, dottrinali, scientifici, di organizzazione dei Servizi ed etici.
• Per questi motivi è necessario proseguire lo studio e la ricerca, in una cornice di partnership internazionali, per giungere a quella massa critica di dati che potrebbe determinare un profondo cambiamento nella Psichiatria, nell’organizzazione dei Servizi, ma soprattutto nel destino della popolazione ad alto rischio di malattia.
• In Italia, la sola sede sanitaria in cui sia stato da tempo (1999) avviato un programma di ricerca/intervento sul tema dell’individuazione precoce della psicosi denominato Programma 2000 è l’A. O. Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano. |